FAQ: Dubbi e domande frequenti

Quale è il Termine di trasmissione?

La fattura elettronica immediata va emessa contestualmente al momento di effettuazione dell’operazione. La contestualità va intesa come emissione entro le ore 24 del medesimo giorno di cessione, avuto riguardo alla data di formazione e contestuale invio al SdI come riportata nel campo indicato nel tracciato xml. Tuttavia considerati i tempi tecnici di elaborazione ai fini della consegna e messa a disposizione del cessionario/committente, il necessario adeguamento tecnologico richiesto e le difficoltà organizzative, non verranno applicate sanzioni quando il file fattura risulti inviato con un minimo ritardo tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell’imposta.

 

Cosa fare in caso di fattura scartata?

In caso di fattura scartata il contribuente avrà 5 giorni per ritrasmettere la fattura con la stessa numerazione utilizzata nella fattura originaria, con una nuova numerazione speciale (per esempio numerazioni quali “1/R” o “1/S”
inserite in un apposito registro sezionale)  evidenziando nella stessa fattura il collegamento con la precedente.

 

Si può rifiutare una fattura elettronica?

A differenza della fattura PA il destinatario della fattura elettronica B2B non può né rifiutare né accettare la fattura elettronica. In caso di fattura errata dovrà attivarsi e chiedere all’emittente della fattura l’emissione e l’invio tramite SdI  una nota di credito a storno della fattura errata.

 

Le fatture elettroniche ricevute dal 1° gennaio 2019 potranno essere stampate e conservate su carta oppure dovranno essere conservate unicamente in digitale?

Le fatture elettroniche in formato XML trasmesse e ricevute tramite il SdI dovranno essere conservate in formato digitale (xml, pdf, jpg) secondo le disposizioni di cui al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014 e al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013.  Tale attività potrà essere svolta tramite soluzioni di conservazione digitale in-house oppure esternalizzando il servizio ai conservatori accreditati.
L’Agenzia delle Entrate sarà obbligata a memorizzare tutte le fatture elettroniche che transitano dal SdI. Tale memorizzazione può essere considerata come conservazione, ai sensi del citato DMEF 17 giugno 2014.

 

Il Codice Destinatario oppure l’indirizzo PEC da inserire all’interno della fattura elettronica B2B può essere quello di un intermediario?

Sì, il Codice Destinatario, composto da 7 caratteri alfanumerici attribuiti dal SdI ai soggetti che hanno in essere un canale di ricezione accreditato, o l’indirizzo PEC, da inserire rispettivamente nel campo CodiceDestinatario e PECDestinatario, possono essere quelli di un intermediario che, per conto del cessionario/committente provvede a ricevere la fattura elettronica dal SdI e a smistarla al destinatario finale.

 

Cosa devo fare se il mio fornitore non adempie all’obbligo di trasmettere le fatture elettroniche tramite SdI, ma continua a inviarmele in PDF come allegato all’email?

L’art. 1 comma 6 del Decreto Legislativo 5 agosto 2015 n. 127, così come modificato dalla legge 27 dicembre 2017 n. 205, riporta che in questi casi i cessionari/committenti devono adempiere agli obblighi documentali ivi previsti mediante il Sistema di Interscambio, il che significa che dovranno essere loro a provvedere a generare e trasmettere al SdI le fatture elettroniche (più precisamente le autofatture elettroniche) in formato XML pervenute dal fornitore tramite altri canali, come per esempio in formato PDF allegato alla email.
La suddetta procedura consentirà al cessionario/committente di procedere alla detrazione dell’IVA e alla deduzione del costo fatturato, evitando le sanzioni di cui all’art. 6 comma 8 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 471.

 

Fatturazione elettronica: cosa succederà nel caso delle vendite web?

Anche queste andranno regolate tramite l’emissione di fattura elettronica in formato XML.

 

Soggetti esteri?

con riferimento alle cessioni di beni / prestazioni di servizi effettuate verso soggetti non stabiliti in Italia non sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica, bensì è previsto l’invio all’Agenzia delle Entrate di una specifica comunicazione mensile cosiddetto «Esterometro».

In alternativa può essere inviata fattura elettronica al SdI nel formato elettronico xml e il Codice Destinatario potrà essere compilato inserendo il codice convenzionale di 7 X (“XXXXXXX”), senza determinare lo scarto del documento. I soggetti che si avvarranno di tale possibilità saranno, esonerati ad adempiere mensilmente alla trasmissione dei dati delle fatture emesse dall’estero.

 

Soggetti identificati?

I soggetti meramente identificati in Italia, e non residenti nel territorio nazionale, non sono obbligati all’emissione di fattura elettronica: l’articolo 1, comma 909 della Manovra 2018, nonostante li includa espressamente, va interpretato in senso conforme alla decisione di autorizzazione di cui al Regolamento di esecuzione n. 282/2011 della direttiva 2006/112/CE. Pertanto l’obbligo riguarda solo i soggetti residenti o stabiliti. Tuttavia, i soggetti identificati possono essere destinatari di fatture elettroniche a condizione di assicurare loro la possibilità di ottenere copia cartacea della fattura ove ne facciano richiesta.